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Spett.le Friuli Venezia Giulia Strade Via Fabio Severo n. 52 34100 Trieste racc. a.r.
e p.c. Al sig. Sindaco di Gradisca d'Isonzo e p.c. Al sig. ass. Urbanistica del Comune di Gradisca d'Isonzo
e p.c. Alla redazione del “Piccolo di Gorizia”
e p.c. Alla redazione del Messagero Veneto di Gorizia
oggetto: rotonda del mercaduzzo.
Il sottoscritto dott. Daniele Marega formula la presente allo scopo di avere chiarimenti in merito alle caratteristiche tecniche del manufatto in oggetto emarginato. Dopo avere rinvenuto casualmente nella bacheca Comunale la comunicazione della Vostra pregiata società che invitava per chi lo ritenesse utile, entro 30 giorni dalla pubblicazione del documento riguardante le procedure di sfratto per pubblica utilità a formulare richieste di pareri, osservazioni ed informazioni in merito ai progetti urbanistici riguardanti la realizzazione di tre rotonde a Gradisca di'Isonzo, faccio notare che tale comunicazione è priva di luogo e di data e non specifica presso quali uffici sono depositati i disegni ed il relativo materiale che dovrebbe essere a disposizione di tutti i cittadini che vogliono prenderne cognizione.
In particolare esaminando i disegni tecnici depositati presso i competenti uffici del Comune di Gradisca d'Isonzo (GO), a parere dello scrivente balza agli occhi la ristrettezza delle carreggiate di tutte le vie di accesso alla rotonda che sono tutte di m 3,50, si nota che in ogni via vi è al centro un grosso spartitraffico che sulla via Matteotti è addirittura di m 1,50 mentre la testa di tale elemento arriva alla dimensione m 3,77, addirittura 22 cm in più della stessa carreggiata ove si immettono nella rotonda gli automezzi. Un tanto appare sproporzionato e poco efficace a permettere una circolazione fluida e snella in tale punto nevralgico. Infatti, le macchine devono accedere da tale direzione una alla volta; invero, attualmente da via Matteotti le macchine giungono allo stop con due direttrici e due corsie distinte, con il progetto che si vuole realizzare tutto viene accorpato in una unica corsia e questo non favorirà la scorrevolezza del traffico, poiché macchine, camion, corriere viaggeranno tutti in una unica corsia, prospettandosi così i medesimi incolonnamenti che vi sono ora sul ponte IX agosto a Gorizia nei momenti di punta. Si aprono degli interrogativi poiché non è chiaro quanti secondi di tempo si risparmiano nell'attraversamento dell'intersezione rispetto alla situazione attuale e, dall'analisi costi benefici non risulta comprensibile se vale la pena spendere 500.000 euro per guadagnare forse una manciata di secondi.
La direttrice che scende da via Bidischini anche essa di m 3,50 è stretta come le altre per tutti i camion che arrivano da quella direzione, ai quali avanzerà uno spazio ridicolo ai lati per svoltare a destra in direzione dell'autostrada poiché vi è posizionato un'altro spartitraffico di dimensioni generose nel punto di immissione della rotonda di m 2,60. Lo scrivente è dell'avviso che si ripeta nuovamente l'errore compiuto con l'intersezione prospiciente all'autostrada ove i camion provenienti dal centro non riescono ad immettersi verso tale direzione se non sormontando ogni volta lo spartitraffico esistente. Inoltre, spariranno tutti gli alberi e l'area verde davanti alla chiesa del Mercaduzzo.
La direttrice di via Regina Elena vede anche un ulteriore spartitraffico centrale con una testa di m 3,55 anche questa più grande della corsia di immissione nella rotonda; attualmente esiste quell'inutile ed antiestetico spartitraffico provvisto di fioriere di cemento che non hanno mai visto fiori, ove le macchine e le corriere passano con difficoltà per giungere ad uno stop a due corsie ed a due direttrici diverse che invece con il nuovo progetto spariranno. Quindi la statale avrà due corsie di dimensioni diverse una di 3,50 per l'immissione ed una di m 4,00 per l'uscita dalla rotonda.
La direttrice di via Gorizia verso il “Mulin vecio”, la meno trafficata, avrà invece due corsie, entrambe di m 4,00 più grandi quindi di quelle della statale, un tanto appare quantomeno illogico.
Pertanto, si chiede l'eliminazione di tutti gli spartitraffico in cemento da sostituire con segnali orizzontali fluorescenti del tipo “occhi di gatto” esistenti sulle autostrade, qualora la normativa esistente non consentisse ciò, la riduzione ai minimi termini di tutti gli spartitraffico in cemento a beneficio dell'allargamento delle carreggiate di marcia dei veicoli.
Inoltre, si lamenta a questo punto non per secondaria importanza ma solo per ordine espositivo le scorrette modalità amministrative adottate ai fini di giungere all'approvazione di tutti i progetti che l'amministrazione comunale andrà a realizzare, poiché, è stata indetta una conferenza di servizi invece di una gara di appalto pubblica a cui qualsiasi soggetto interessato potesse partecipare presentando i propri progetti, avviando una procedura di affidamento, invitando più soggetti a partecipare, per arrivare ad un aggiudicatario che presenti chiaramente la propria percentuale di ribasso, la durata dei lavori e la consegna di questi. La Vostra pregiata società è comunque un soggetto privato che come si legge nel Vostro Statuto è addetta alla manutenzione delle strade non si legge espressamente che è anche adibita alla realizzazione di nuove opere viarie che non rientrino nella manutenzione di queste ultime, sebbene alla fine vi sia una formula neutra che Vi consenteirebbe forse di svolgere tale attività. Inoltre, si chiede se è stata fatta una V.I.A. o si è proceduto senza uno studio di impatto ambientale, poiché anche con le nuove rotonde il traffico pesante non viene eliminato; infatti, i camion continueranno a viaggiare attraverso Gradisca fino a quando non verrà realizzata una tangenziale che sfrutti per esempio il vecchio sedime ferroviario che da Cormòns può arrivare fino a alla zona dell'aeroporto di Ronchi. Comunque i progetti definitivi di tutte le rotonde di Gradisca non sono stati presentati né alla cittadinanza né sono stati discussi in aula durante l'assemblea comunale tale comportamento non è sicuramente ispirato all'osservanza dei comuni principi di democrazia. In attesa di un pronto riscontro. Distinti saluti.
Cormòns, 16.07.09
dott. Daniele Marega lista civica Gradisca in Comune.
 edited by francy_col on 22/07/2009
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riporto intervento di Mirella Gemelli --------------------------------------------------
Ho già avuto modo di dichiarare in un'assemblea pubblica al Pellegrino, presente l'ex assessore Giuliani, la mia contrarietà alla rotonda sul Mercaduzzo per i seguenti motivi (ma repetita iuvant):
- snatura la dimensione storica e anche l'interesse architettonico del luogo;
- abbatte platani secolari, che dovrebbero essere tutelati e messi in sicurezza per non creare pericolo alla collettività (si può fare!)
- riduce drasticamente il sagrato della chiesa;
- è inutile poichè dovrebbe essere aperto il nuovo svincolo autostradale;
- il senso unico che da Via Bidischini immette in via Roma attraverso via Lorenzoni è assurdo e crea danni agli esercizi commerciali;
- la funzione delle rotonde è di velocizzare lo scorrimento del traffico e quindi contrasta con la tipologia urbanistica di Bruma, che dovrebbe essere al contrario valorizzata attraverso un'opera di recupero e non distrutta.
Le rotonde in Via Udine e Ponte di Sagrado non dovrebbero però tagliare in due il già bistrattato suolo del comune di Gradisca, altrimenti gli abitanti sarebbero giustificati se chiedessero, con referendum, di passare a Villesse.
Ai gradiscani che chiedono le piste ciclabili è stato risposto tracciando nuovi parcheggi in viale Trieste.
Ho visto con i miei occhi una mamma e il bimbo di sei anni, circa,
sfiorati da un camion perchè costretti a correre con le loro biciclette in mezzo alla carreggiata: ma tant'è , sembra che l'ufficio tecnico (così si dice) non "creda" nelle piste ciclabili.
Dedico la seguente storiella ai gradiscani che VIVONO la democrazia discutendo e ragionando
Un vecchio saggio -o una vecchia saggia, chissà? - se ne stava seduta all'ombra di un albero quando uno scorpione le punse la mano.Il vecchio (o la vecchia) non la ritirò e lo scorpione punse di nuovo. Il fatto si ripetè tanto che le persone che si erano fermate a guardare esclamarono: "Ma perchè non lo uccidi o ritiri la mano?"
Il saggio/saggia replicò:
"Se lo scorpione non rinuncia alla sua natura perchè devo rinunciarvi io?"
Mirella Gemelli
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